AUTUNNO

IDENTIFICA LE FORZE ENERGETICHE 

L’Equinozio di autunno, “aequinoctium” in latino significa notte uguale (al giorno), è il momento dell’anno in cui c’è il perfetto equilibrio di buio e luce. La durata del dì e della notte sono uguali, e in tutti i punti del pianeta vi sono 12 ore di luce e 12 di buio, in questi giorni così particolari, il sole sorgerà quasi perfettamente a Est e tramonterà quasi perfettamente a Ovest. Successivamente il buio diventa lentamente predominante sulla luce, le giornate si accorciano.

La terra inspira le sue forze vitali e, in un estremo atto di generosità, ci dona in autunno numerosi frutti, per poi ritirarsi, riposare e rigenerarsi. Stiamo entrando in una fase discendente dell’anno, il ritirarsi dell’energia solare ci invita alla dimensione interiore che ha il suo apice nel giorno più buio dell’anno corrispondente al Solstizio che a dicembre darà inizio all’inverno.

Accogliamo il cambiamento: dall’espansione, estroversione della stagione estiva, entriamo in una fase di raccoglimento autunnale, il grande cambiamento caratteristico della natura in autunno, caratterizza tutti i cambiamenti della vita, delle relazioni, del lavoro. È un momento di trasformazione, dall’energia dinamica dell’estate, alla dimensione di raccoglimento invernale. In questo particolare momento di transito assorbiamo e accumuliamo le forze vitali, facciamo scorta di energia per il letargo invernale. L’estate ci ha fatto espandere nell’estroversione, è tempo di raccogliere e trattenere l’energia estiva affinché ci sia di nutrimento nel prossimo inverno.

Il FUOCO è l’elemento che riduce la sua energia, dopo la massima espansione estiva ritrova equilibrio in questa stagione.
ARIA ed ETERE sono gli elementi che vanno in squilibrio creando un eccesso delle loro caratteristiche energetiche di mobilità e variabilità senza ritmo. Anche la prima parte dell’inverno è caratterizzata da una predominanza degli elementi ARIA-ETERE, ma l’autunno lo è doppiamente. Questo perché in autunno, più che in inverno il tempo è instabile, il continuo alternarsi di giornate calde e fredde in modo discontinuo, altera gli elementi ARIA-ETERE che vanno in risonanza con le caratteristiche stagionali di mobilità e instabilità. Il grande cambiamento caratteristico della natura in autunno, caratterizza tutti i cambiamenti della vita, delle relazioni, del lavoro.

L’INTESTINO CRASSO è l’organo in cui si accumula l’elemento ARIA in squilibrio. È lo spazio vuoto più ampio all’interno del corpo, quindi gli specifici esercizi di preparazione alla pratica hanno lo scopo di ridurre l’aria in eccesso in questa parte del corpo.
IL SISTEMA NERVOSO risente del cambiamento e dell’instabilità di questa stagione, le qualità energetiche degli elementi ARIA-ETERE portano un energia di dispersione che incide portando più nervosismo, mente agitata e ansia. L’instabilità emotiva riflette l’instabilità del tempo che caratterizza questa stagione: un giorno caldo un altro freddo si alternano, i colori della natura si modificano, la brillantezza del verde si sbiadisce entra nel giallo e poi marrone, cadono le foglie. L’umore risente di questo passaggio dall’estroversione dell’energia solare alla dimensione di raccoglimento, e può portare malinconia e tristezza ma se, invece di rifuggire da queste emozioni, le attraversiamo senza resistere, potremo andare in profondità, con leggerezza, riorganizzando i ritmi delle attività quotidiane, e del lavoro dei mesi successivi.

Le costituzioni delle persone VATA, cioè con caratteristiche energetiche di ARIA-ETERE, potrebbero risentire particolarmente dei cambiamenti stagionali e percepire questo momento dell’anno come particolarmente impegnativo. Queste persone dall’aspetto esile e longilineo, solitamente freddolose, brillanti, veloci nel parlare, in questo periodo risentono di agitazione della mente, accelerazione del battito cardiaco e secchezza della pelle che potrebbe diventare ruvida.

SCOPRI LA PRATICA YOGA E LO STILE DI VITA ADEGUATO

La pratica autunnale dello Yoga e un adeguato stile di vita ci aiutano e sostengono nell’affrontare il cambiamento delle forze in gioco in questa stagione.
La sequenza autunnale è composta da posizioni che hanno un’azione calmante sugli elementi ARIA-ETERE- FUOCO e attiva : 1°chakra Muladhara, il chakra della radice relato all’elemento TERRA che dona stabilità e fermezza; 2°chakra Svadhisthana, il chakra sacrale, relato all’elemento ACQUA che dona fluidità e capacità di adattamento alla vita; 3°chakra Manipura, il chakra del plesso solare, relato all’elemento FUOCO centro del potere personale dona volontà e determinazione.

“Regolarità” è la parola chiave che guida la pratica Yoga e lo stile di vita dell’autunno, per contrastare l’eccesso di ARIA-ETERE e mantenere in equilibrio gli elementi e le forze in gioco della natura, finché il loro eccesso andrà naturalmente a ridursi nella parte finale dell’inverno e in primavera, momento in cui saranno dominanti le qualità degli elementi TERRA- ACQUA.

Regolarizzare il ritmo del respiro in Ujjayi pranayama che accompagna la pratica del saluto al sole e la sequenza delle posizioni. Questa pratica equilibra la dispersione prodotta dagli elementi ARIA-ETERE che vanno in squilibrio in questa stagione.
Regolarizzare il ritmo delle attività quotidiane apportando alcune modifiche allo stile di vita rafforza gli effetti della pratica Yoga.

Esporsi al sole è importante in questa stagione, anche solo le braccia, le gambe, il viso ogni volta che è possibile.
L’auto-massaggio andrebbe praticato tutti i giorni, la mattina prima della doccia è un toccasana. Gli elementi ARIA-ETERE sono correlati al senso del tatto e alla pelle. Il massaggio con l’olio di sesamo pacifica e nutre il sistema nervoso, allontana l’instabilità della mente. Va praticato in modo rotatorio sulle articolazioni e lineare sulle ossa lunghe.

Nell’alimentazione evita i cibi freddi insalate, gelato, frullati, succhi, yogurt, questo genere di cibi aumentano il muco e il raffreddamento del corpo. È ideale la bevanda allo zenzero da bere durante tutta la giornata, è antisettico per le vie respiratorie, efficace contro il mal di gola. Prima dei pasti può essere utile una preparazione che aiuta la digestione e previene la formazione di gas intestinali: mescola zenzero grattugiato con limone, miele e sale. Nella preparazione dei cibi usa il pepe lungo, riscaldante ed espettorante, elimina le tossine e stimola i processi di purificazione del corpo. Curcuma e alimenti fermentati aiutano la flora intestinale, propoli, vitamina C, echinacea per il sistema immunitario, il polline come integratore ricco di vitamine e sali minerali che irrobustisce il fisico.

ESEGUI LE PRATICHE

Prepara la mente: siedi in una posizione confortevole e corretta, porta le mani nel mudra dell’autunno, osserva il ritmo del tuo respiro spontaneo, poi rendilo lento, profondo e sonoro in Ujjayi pranayama. Senti radicamento, stabilità e pesantezza nella parte inferiore del corpo, senti leggerezza espansione nella parte superiore del corpo. Immagina la colonna vertebrale flessibile come una canna di bambù che oscilla al vento da sinistra a destra, con un movimento sempre più ampio. Senti che la stabilità della radice unita alla flessibilità ti rende in grado di affrontare il cambiamento e la trasformazione di questa stagione.

Gradualmente diminuisci il movimento di oscillazione e torna all’immobilità. Includi nell’attenzione a te stesso, l’attenzione alla vita di cui sei inseparabile parte. Per 3 volte il respiro si fa suono: OM, la vibrazione di questa sillaba si espande nella testa e nel petto per rigenerare corpo e mente. Unisci i palmi delle mani davanti al cuore o tra le scapole nel gesto di saluto dello Yoga, quindi dai inizio alla pratica.

Prepara il corpo i movimenti di riscaldamento e il saluto alle direzioni, insieme alla pratica d’autunno elimina ogni eccesso di aria che si va ad accumulare principalmente nell’intestino crasso, che è lo spazio vuoto più grande del corpo.
Il saluto al sole eseguilo in Ujjayi pranayama. Rimani presente al respiro della vita che respira in te, fai tue le parole dei saggi: “come il sole è il cuore e il centro dell’universo, il tuo cuore è il centro della vita e il sole nell’universo del tuo corpo”.

La sequenza autunnale è composta da posizioni da prendere con molta calma e con totale presenza, in modo da prendere un ritmo che contrasta la dispersione, principale caratteristica dell’elemento ARIA, che va in eccesso in questa stagione creando squilibrio energetico. Esegui le posizioni lentamente e mantienile nell’immobilità per 4,5,6 respiri. È bene lasciare qualche attimo di riposo tra una posizione e l’altra in cui rimanere in ascolto profondo degli effetti generati dalla pratica.

RIGENERATI

Il rilassamento: dopo avere eseguito la sequenza di autunno, sdraiati sulla schiena, divarica le gambe con le punte dei piedi verso l’esterno, le braccia un poco distanti dal busto, i palmi delle mani verso l’alto. Chiudi gli occhi e sentili sprofondare dolcemente nella testa, accenna il sorriso, risplende dentro di te una luce che illumina, rigenera e pacifica corpo e mente. Nell’immobilità senti ancora presenti dentro di te la sequenza di posizioni ed esercizi appena svolta, che ancora agisce equilibrando l’energia dell’elemento ARIA donandoti stabilità e fermezza nel corpo e nella mente. Percepisci l’eco del respiro Ujjayi che ha accompagnato la tua pratica, osserva il tuo respiro.

Lasciati guidare in un viaggio in cui, con gli occhi della mente, potrai vedere il tuo corpo delineato da una linea di luce che ti contiene, ti sostiene e ti permette di concentrare le tue energie vitali per attraversare questo momento di cambiamento stagionale. Respiro dopo respiro, con facilità e grazia corpo e mente si rigenerano e trovano equilibrio, ritrovano stabilità e fermezza, assorbimento e nutrimento, pronti a ritornare a quel luogo di stabilità e pace che dimora dentro di te.

Fai tue le parole dei saggi “il cambiamento non è mai doloroso, la resistenza la cambiamento lo è”.

La respirazione in Ujjayi pranayama, il respiro del vittorioso, è una pratica che agisce sul sistema nervoso equilibrando ARIA-ETERE. Viene eseguita con una contrazione della glottide e del palato molle in modo che l’aria sia costretta ad entrare ed uscire molto lentamente. È un respiro molto lento, che produce un suono come un onda che va e che viene. Ha un impatto immediato sul sistema nervoso. Per prepararti puoi fare questo esercizio propedeutico: immagina di espirare in modo da appannare un vetro espirando una “A”, fai la stessa cosa in inspirazione, poi ripeti con la bocca chiusa e dai un tempo uguale sia all’inspirazione che alla espirazione. Per equilibrare la dispersione dai ritmo e regolarità al respiro con larespirazione quadrangolare 4-4-4-4 : questi sono i tempi di inspirazione – trattenimento – espirazione – trattenimento. Ripeti 5-6 volte alternando con una pausa di riposo. Questa è una pratica che migliora la concentrazione e la forza di volontà, ottimizza gli scambi di ossigeno ed anidride carbonica stimolando la respirazione cellulare.

La pratica di respirazione è ideale da eseguire dopo il rilassamento, perché è il momento migliore per ottenere il massimo dei benefici, può essere eseguita anche di sera.

Il respiro a narici alternate è un’altra pratica di pranayama che equilibra l’energia di sole e luna, polarità complementari, energia solare destra ed energia lunare sinistra confluiscono nelle narici. Si esegue in modalità quadrata 4-4-4-4: inspira 4 a sx – trattieni 4- espira a dx 4 – trattieni 4 – inspira dx 4- trattieni 4- espira sx – trattieni 4 – inspira sx 4 -, e così via.

MANTRA AUTUNNO

HRIM è il mantra della grande Dea che purifica la mente, da ogni errata illusione e percezione che causa sofferenza, ci riporta al nostro sole interiore risvegliando saggezza e chiara visione. Ripetilo 12 volte ad alta voce 12 sussurrato 12 silenzioso, sentendolo espandersi dentro di te. Puoi abbinare il mudra dell’autunno.

MUDRA AUTUNNO

Unisci indice e pollice dx, unisci mignolo e pollice sx, le altre dita sono distese. Il mudra dell’autunno è il mudra del sistema nervoso che regolarizza i bioritmi del sonno e della veglia. Il mudra è un supporto alla meditazione che puoi eseguire durante la sessione di meditazione o di respirazione. Puoi eseguirlo in qualsiasi momento della giornata per 4 minuti x 4 volte al giorno. Puoi anche addormentarti con questo mudra. Usalo anche nella fase di preparazione della mente ti sosterrà durante tutta la pratica che segue. Puoi usarlo anche alla fine del rilassamento come una sessione di meditazione sul mantra.


YANTRA AUTUNNO

o Yantra dell’autunno è il TrataKa, significa concentrare la mente e l’attenzione in un solo punto, in questo caso sulla fiamma della candela. Da fare la sera perché è calmante e pacificante prima di andare a dormire. Questa è una delle 6 pratiche più profonde di purificazione indicate nella tradizione dello yoga. Siedi in una posizione confortevole e corretta, con la colonna vertebrale distesa, allinea bacino – torace – testa, posiziona una candelina di fronte a te a una distanza di 50/70 cm dal viso, più bassa degli occhi, fai in modo di poterla guardare senza flettere il capo avanti, in modo da evitare qualsiasi tensione nella postura. La pratica consiste semplicemente nel fissare la fiamma della candela cercando di non sbattere le palpebre, a un certo punto ti bruceranno gli occhi e probabilmente comincerai a lacrimare, questo va benissimo perché ha un effetto purificante. Quando sei stanco riposa qualche secondo lo sguardo chiudendo gli occhi, poi riprendi a fissare la fiamma. Procedi finché riesci a mantenere la concentrazione e lo sguardo fisso, come se non esistesse null’altro che la fiamma della candela. Alterna la pratica con i momenti di riposo, continuando per circa 10/15 minuti.
In un antico testo dello yoga è scritto: “ nulla purifica quanto la saggezza, colui che è perfezionato dallo yoga, nel tempo la riscopre in sé stesso ed a sé stesso.”


VISUALIZZAZIONE AUTUNNO



Concentrati sulle sopracciglia e visualizza la fiamma di una candela immobile al riparo da ogni soffio di vento oppure, visualizza un punto di luce. L’energia del fuoco della luce e del calore concentra e focalizza, è complementare all’energia dell’aria fredda e dispersiva. L’immagine deve essere ferma e stabile. Questa pratica purifica la mente dona intuizione e chiara visione, facoltà collegate al 6°chakra Ajina, il chakra della grande visione. l’immagine può essere anche una rosa o un fiore di loto.


MEDITAZIONE AUTUNNO



Siedi nella tua posizione preferita per la meditazione, chiudi gli occhi e ascolta il tuo corpo, sentilo piacevolmente stabile, comodo e libero da tensioni, la schiena allineata. Accenna un sorriso, e rivolgi un pensiero di gratitudine a te stesso e alla vita per questi preziosi momenti di pratica, occasione per tornare in equilibrio e riconnetterti a quel luogo di stabilità e pace che dimora dentro di te. Senti l’energia del tuo sorriso diffondersi con facilità e grazia in ogni parte del tuo essere, nel corpo, nella mente, nel cuore, nel respiro. Questa energia luminosa ti sostiene in ogni momento della pratica e anche dopo.
Senti il tuo respiro fondersi con il respiro del cielo e della terra in questa fase discendente dell’anno che ti invita dolcemente a ritornare al raccoglimento, all’ immobilità, alla rigenerazione più profonda. Permetti che la tua presenza e consapevolezza includa la presenza e la consapevolezza della vita di cui sei parte. Senti il passaggio dall’estroversione dell’estate al raccoglimento dell’inverno ed accogli la trasformazione, senza resistenza. Rivolgi la tua attenzione al respiro, osservalo senza intervenire, osserva la regolarità con cui ad ogni respiro ne segue un altro, diventa testimone del tuo respiro. Ad ogni inspirazione inspira pace ad ogni espirazione espira amore. Mantieni l’attenzione al ritmo spontaneo, all’oda del respiro che muove positività dentro e intorno a te. È uno scambio luminoso tra te e il mondo che ti circonda, positività e bellezza è ciò che ricevi con l’inspirazione e che doni con l’espirazione.

Osserva la durata della inspirazione ed espirazione e valuta se una delle due fasi è più lunga dell’altra. Rendi il ritmo uguale in ogni fase: inspirazione ed espirazione durano gli stessi tempi. Conta i tempi dei respiri per focalizzarti meglio, fallo senza sforzo, non c’è pausa tra inspirazione e d espirazione. Ripeti alcune volte. Non esiste null’altro al di fuori del tuo respiro regolare e calmo. Procedi con fluidità e facilità nella pratica, senti che è facile trovare il tuo ritmo contando gli stessi tempi nella inspirazione ed espirazione con armonia e continuità.

Quando la mente divaga con facilità riporta la tua attenzione al respiro e al suo ritmo uguale nella inspirazione ed espirazione. questo ritmo costante dona equilibrio a corpo e mente riduce ogni eccesso di Aria, dona calma e concentrazione. Al termine della pratica torna a respirare normalmente, rimani in ascolto tutto il tempo che lo desideri. Sii consapevole che i benefici della pratica ti accompagneranno ancora per molte ore e giorni.

Fai tue le parole dei saggi : “ il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è”.


Nel corso di questa pausa estiva, in cui i ns ritmi erano molto più rallentati, abbiamo avuto la possibilità di vivere veramente il qui ed ora, essere più consapevoli, ora che di conseguenza ci si deve confrontare di nuovo con i ritmi frenetici, mi viene alla mente una storia Zen verso la quale nutro un particolare affetto

La storia fa più o meno così:

Due taglialegna che stavano lavorando su uno stesso angolo di bosco decidono di mettersi alla prova e di vedere chi, tra i due, a fine settimana avrebbe tagliato più legna. Il primo si mise subito a tagliare legna ininterrottamente, passando le sue giornate a tagliare senza mai riposarsi, ed era sicuro che l’avrebbe avuta vinta in quanto vedeva il suo compagno tagliare legna con un ritmo molto meno sostenuto del suo, accompagnato da abbondanti pause. Con grande stupore, a fine settimana, quando fecero il resoconto, risultò che il taglialegna dal ritmo lento aveva tagliato molta più legna del suo amico. Così il primo chiese sbalordito al secondo: ma come è possibile che abbia vinto tu, visto che io non mi sono mai fermato un attimo… e tu invece ti riposavi continuamente? Allora l’altro rispose: vedi, mentre tu tagliavi la legna senza sosta… io affilavo la lama. La storia mi ha sempre colpita molto, anche se ho sempre trovato difficile applicarla alla mia quotidianità. Col tempo però, anche grazie agli insegnamenti ed alla pratica dello yoga, ho imparato a prendermi delle pause, a dedicare parte del mio tempo a “non fare nulla”… ovvero a pensare e ad affilare la lama, e oggi sempre di più mi rendo conto di quanto una mente riposata non solo ci renda molto più produttivi… ma anche più socievoli e più predisposti ad affrontare con leggerezza i problemi della quotidianità. Anche perché, col tempo, diventerà molto facile rendersi conto che il tempo che pensiamo di sprecare durante la pausa, in realtà, creerà un grandissimo beneficio per la nostra mente: infatti allontanarci anche solo per pochi minuti dai pensieri che ci assillano, come casa, lavoro, famiglia, cane, gatto e quant’altro, è un po’ come se rappresentasse una bella doccia purificatrice per la nostra mente. Per questo motivo, “la pausa”, il cosiddetto staccare la spina, dovrebbe essere un momento sacrosanto, da mettere tra le nostre priorità. La buona notizia è che non serve per forza andare dall’altro capo del mondo per poterlo fare, anzi, molto spesso le vacanze rilassanti che pensiamo di fare andando da qualche parte, portano con sé molto stress a causa del traffico nelle strade, dei posti affollati di gente, delle valigie da preparare ecc… Fortunatamente esistono diversi modi alternativi per prendersi una pausa; lo yoga e la meditazione, per esempio, sono dei metodi super efficaci per staccare la spina, ma ne esistono anche molti altri che vanno dalla passeggiata in mezzo alla natura, al fare un’attività creativa (come dipingere o suonare uno strumento musicale) o qualcosa che ci piaccia veramente e che ci permetta di vivere assorti nel momento presente.


La mente infatti trova riposo nel qui e ora, quando riesce a vivere il momento presente, quando riesce ad evitare di pensare alle cose che riguardano il passato o immaginarsi il futuro.

Per questo motivo questa settimana voglio invitarti ad osservare i tuoi stessi comportamenti nel corso della tua quotidianità: ci sono delle attività che fai di fretta? È davvero necessario farle così, o puoi rallentare e farle con ritmi diversi?

Questo esercizio, che sembra banale, in realtà ci permette di renderci consapevoli dei nostri comportamenti… con il risultato che molto spesso ci accorgiamo che stiamo correndo inutilmente, o, per utilizzare il morale della storiella zen, che non ci stiamo prendendo i momenti necessari ad affilare la nostra lama.

Per aiutarti in questo esercizio puoi anche utilizzare un libretto e scrivere un appunto ogni volta che ti accorgi di un comportamento frettoloso, ad esempio:

• ho fretta di dire la mia opinione, per cui presto poca attenzione a ciò che mi viene detto.

• ho fretta di arrivare al lavoro, per cui guido velocemente e mi innervosisco se trovo un semaforo rosso.

• ho fretta di cucinare per cui…

 

Per quanto riguarda la pratica invece, questa settimana voglio proporti un esercizio molto semplice… che consiste nell’impegnarti a valorizzare il più possibile i tuoi momenti di pausa.

Per farlo, ti basta portare della sana consapevolezza ed attenzione ad ogni istante che decidi di dedicare a te stesso, ad esempio quando srotoli il tappetino, quando ti dedichi a delle attività rilassanti, o ti prendi una pausa breve anche solo per fare due respiri profondi.

Per aiutarti a rendere ancora più efficaci le tue pause, puoi ripetere un’INTENZIONE

Per esempio all’inizio di una lezione di yoga o del tuo momento di pausa, puoi ripetere mentalmente:

• sono pronto/a per una pausa rigeneratrice

• mi permetto una pausa, la vivrò in piena presenza

• mi prendo del tempo per me, lascerò fuori ogni distrazione

Ti avverto già che, durante la pausa, anche se la tua intenzione sarà quella di non avere pensieri… dei pensieri sopraggiungeranno inevitabilmente. Per cui non ti preoccupare, è assolutamente normale che sia così. In questo caso, semplicemente, quando ti rendi consapevole che qualche pensiero è giunto a disturbarti, puoi lasciarlo andare con gentilezza e riportare la mente in ciò che stavi facendo


Lascia un commento