EKADASHI IL DIGIUNO DEGLI YOGI: SIGNIFICATO E BENEFICI Purificare il corpo e la mente

Fiducia nel mistero

 

Secondo la tradizione i momenti più indicati per questo digiuno o semi-digiuno, sono l’undicesimo giorno della luna calante e l’undicesimo giorno della luna crescente ed hanno il nome di Ekadashi.

 I benefici fisici, mentali e spirituali sono insostituibili.

Le diverse fasi della luna hanno un influsso sulla natura, in particolare sull’acqua, l’effetto più tangibile è dimostrato dalle maree; e poiché il corpo umano è costituito per circa il 70% d’acqua, non sorprende il fatto che le fasi della luna hanno un profondo impatto sul suo funzionamento; in particolare sulle secrezioni e i succhi dell’apparato digerente e la linfa.  

I giorni di Ekadashi quindi sono stati scelti dagli antichi yogi sulla base di una profonda consapevolezza della relazione tra macrocosmo e microcosmo e sono i più favorevoli per il digiuno perché c’è una maggiore facilità nell’astenersi dal cibo rispetto ad altri periodi del mese. I benefici fisici del digiuno sono oramai conosciuti da tutti, ma farlo in questi giorni ne amplifica gli effetti disintossicanti, la rigenerazione di tutte le funzioni fisiologiche, dell’apparato digerente, respiratorio, circolatorio e aumenta la resistenza fisica e mentale.

Il digiuno inoltre è tra i tapas (le pratiche ascetiche) più raccomandate, perché la moderazione del cibo tramite il digiuno e della parola tramite il silenzio, sono i metodi più efficaci per acquisire pace mentale, chiarezza e forza interiore.

In numerosi passi dei testi tradizionali dello yoga e come indicato dai grandi maestri,  praticare il digiuno di Ekadashi garantisce un particolare aiuto spirituale, perché astenersi dal mangiare in quei giorni rimuove gli ostacoli, gli effetti del karma negativo e favorisce il risveglio di quelle qualità interiori e caratteriali, necessarie per realizzare la più elevata potenzialità della vita umana.

In una bellissima poesia Rumi dice a proposito del digiuno: 

“C’è una dolcezza nascosta

in uno stomaco vuoto.

Noi siamo liuti, niente di più, niente di meno.

Se la cassa di risonanza

è piena di qualunque cosa, non c’è musica.

Se il cervello e la pancia sono purificati

dall’ardere del digiuno, in ogni momento

una nuova canzone sale da questo fuoco.

La nebbia si dirada, e una nuova energia

fa salire di corsa

i gradini che portano a te.” (Rumi)

Come e quando fare il digiuno di Ekadashi? 

Come ben noto oramai, dal punto di vista strettamente organico il digiuno permette un meritato riposto all’apparato digerente ed è uno dei migliori modi per eliminare tossine e prevenire le malattie.

Ma questo particolare digiuno, che si esegue due volte al mese, non ha il solo scopo di incrementare il benessere fisico. Infatti uno dei termini sanscriti utilizzati per indicare il digiuno è la parola upavasa, che vuol dire stare vicino al Supremo. In questi giorni c’è una particolare energia spirituale, che si riceve nel momento in cui ci si astiene dal cibo. Per questo sarebbe una pratica molto importante anche gli yogi moderni. 

Ma, come suggerito dal metodo Yoga su Misura, qualsiasi pratica deve tenere conto delle caratteristiche personali e del periodo che si stà vivendo. 

Per chi ha fatto della meditazione sotto una valida guida, un impegno giornaliero consolidato, il digiuno è indubbiamente facilitato e questa è la prima distinzione da fare. 

Infatti la presenza di ojas ( una delle 3 essenze vitali fondamentali) in queste persone è maggiore e questo contrasta l’eccessiva secchezza e leggerezza che spesso si genera tramite il digiuno completo. 

L’ayurveda infatti lo sconsiglia, alle persone che hanno una predominanza di elementi aria ed etere, perché le qualità di secchezza e leggerezza di questi elementi viene aggravata con il digiuno, portando eccessiva debolezza, vulnerabilità e agitazione mentale.

Inoltre dopo i 60 anni si entra nel periodo aria ed etere della vita, quindi anche le persone da questa età in poi dovrebbero evitare un digiuno completo. 

Ma sicuramente ridurre il consumo di cibo, sia in varietà che in quantità, sarebbe davvero necessario, per ricevere la preziosa energia che caratterizza questi giorni. 

Quindi vediamo le diverse modalità di seguire ekadashi.

l’ideale sarebbe un digiuno completo (solo acqua) 2) un altra alternativa è mangiare solo un pasto a base di verdure 3) altrimenti praticare la monofagia: cioè il consumo di un solo alimento, tipo per esempio, mangiare solo mele. 4) Sicuramente il consumo di cereali, legumi e prodotti animali è vivamente sconsigliato.

Il digiuno o semi-digiuno, dovrebbe incominciare da dopo la cena del giorno prima e terminare con la colazione del giorno dopo, con un pasto molto leggero.

Quando praticarlo?

Molto spesso e forse lo hai notato anche tu, le date indicate per fare il digiuno di Ekadashi non coincidono. Anche se la parola stessa, vuol dire “undicesimo giorno” ad indicare l’undicesimo giorno della luna calante e l’undicesimo giorno della luna crescente; di fatto, fare il calcolo è piuttosto complicato perché varia in base alle coordinate di latitudine e longitudine. Quindi per esempio, una data che è corretta per l’India, può non esserlo per l’Italia o l’America.

Per concludere  lo scopo di questo digiuno non è bruciare calorie, ma bruciare ogni inutile peso che rallenta il tuo cammino e offusca lo splendore della tua essenza divina!

 

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