SVADHYAYA

Continuando il ns cammino negli NIYAMA le regole di comportamento che uno yogi dovrebbe seguire nel proprio cammino, oggi in questa mail avrai la possibilità di approfondire il quarto dei 5 niyama descritti da Patanjali negli yoga sutra: SVADHYAYA

LO STUDIO DI SE STESSI E LA RIFLESSIONE(SVADHYAYA) TI METTE IN CONTATTO CON IL DIVINO YOGA SUTRA 2.44

“Studia con curiosità te stesso e il mondo, accogli ogni persona ed esperienza nella tua vita come il tuo Maestro, ricerca la verità.”

Così ci esorta questo Niyama!
Abbiamo visto in Tapas come sia fondamentale aprirci al mondo ed uscire dalla nostra zona di sicurezza.
Ora con Svadhyaya il messaggio è quello di fare un salto oltre il confine del tuo sguardo e iniziare a vedere e a conoscere te stesso.
Studiare te stesso significa ricercare la tua autenticità, togliere schemi e convinzioni che non ti appartengono e lasciare emergere la tua essenza, ciò che in realtà sei.

Svadhyaya e le domande che ci fanno crescere
Chi sono? Cosa è l’anima? Che cosa è l’Universo? Come si manifesta la piena realizzazione? Come è fatto il mio corpo? E quali sono i suoi componenti? Come accade il mio respiro? Che cosa mi fa bene? Cosa invece mi danneggia?
Queste domande sono solo alcuni esempi che indicano come un ricercatore può iniziare ad avventurarsi nella pratica di questo Niyama.
Se riusciamo a rispondere a livello intellettuale a queste domande, allora comprenderemo meglio il nostro viaggio verso la realizzazione.
Acquisire le conoscenze è il primo passo verso il cammino della realizzazione; la conoscenza è essenziale.
Per esempio se volessimo attraversare l’oceano, dovremmo considerare i molteplici aspetti di questo viaggio.
Che tipo di imbarcazione utilizzare? Quale rotta è più vantaggiosa seguire? Quale equipaggio è utile per intraprendere questa traversata? Che tipo di attrezzature è necessario per affrontare questo
tipo di viaggio?
In pratica dobbiamo avere tutte le informazioni che ci mettano in grado anche mentalmente di affrontare il viaggio.
Ed è la stessa cosa che occorre fare per predisporci al nostro viaggio spirituale. Prima di iniziare dobbiamo conoscere e sapere dal punto di vista della mente dove stiamo andando, che percorso stiamo
intraprendendo, di cosa abbiamo bisogno per intraprendere il viaggio.
Acquisire la conoscenza relativa al viaggio, ci predispone a raggiungere il nostro obiettivo.
Se il percorso non ci è familiare, durante il viaggio ci potremo sentire intimoriti, avere paura e giungere ad un punto critico che potrebbe spegnere il nostro entusiasmo e neutralizzare il nostro intento.
Se ignoriamo completamente ciò che ci aspetta e il significato del viaggio, la nostra mente rifiuterà ciò che per noi è più importante sapere e ciò che potrà agevolarci nel nostro cammino.
La pratica resta sempre e comunque importante e necessaria.

Possono esserti utili anche i seguenti esempi:
 Dobbiamo conoscere il maggior numero di informazioni riguardo al cibo e all’importanza di alimentarci bene per poter coltivare il nostro cammino verso la purificazione. Dobbiamo conoscere i diversi passi del pranayama per poter praticare e dobbiamo conoscere la filosofia che si cela dietro la scienza yogica.
Uno studente appassionato vorrà conoscere le informazioni dalla sorgente per poi applicarle nella sua vita quotidiana.

Essere eterni studenti per conoscere se stessi
Lo yoga è un processo in continuo movimento, in continua evoluzione e trasformazione; occorre essere presenti a questo processo istante per istante, in ogni attimo della vita dal mattino quando ci svegliamo, fino alla sera prima di coricarci.
Occorre percepire il nostro corpo mentre camminiamo, ascoltarci e ascoltare le nostre parole mentre parliamo, osservarci mentre mangiamo, mentre abbracciamo, quando ridiamo.
Studiare se stessi è la ricerca continua di ciò che è vero per noi, istante per istante; è imparare ad essere nel momento presente, è accogliere senza identificazione ciò che è, è eliminare gli schemi, i preconcetti, i giudizi e lasciar emergere ciò che siamo veramente.

Sviluppare la consapevolezza di se stessi attraverso la pratica
L’osservazione e lo studio di se stessi però non è un dono che casca dal cielo piuttosto un continuo allenamento.
In questo processo la pratica degli asana e della meditazione è estremamente importante.
La prima permette di acquisire la conoscenza profonda del corpo, dei suoi problemi, di come funziona e di come reagisce.
La seconda invece permette di sviluppare la consapevolezza dei propri pensieri, dei propri schemi mentali, delle reazioni abituali e dei propri attaccamenti.
Però, senza una pratica intensa e costante, è difficile osservare se stessi e rivolgere lo sguardo internamente.
Pensa alla pratica come una sorta di allenamento quotidiano.
Più ti allenerai con costanza, più sarai in grado di applicare Svadhyaya nella tua vita e più avanti potrai andare nel tuo cammino.

Rimanere nel cammino
Sebbene conoscere e studiare se stessi e l’universo sia essenziale per la nostra realizzazione, a volte, nonostante la nostra conoscenza, perdiamo la strada.
Questo è dovuto all’influenza della nostra mente che ci fa pensare di essere sulla strada sbagliata o di stare facendo qualcosa di controproducente.
A volte siamo in grado di superare le resistenze della mente e nonostante le difficoltà proseguiamo il cammino, altre volte non siamo in grado perché magari non riusciamo a lasciare andare qualcosa che ci ostacola.
Nei momenti di difficoltà è importante restare in contatto con il proprio maestro e con i suoi insegnamenti; un bravo maestro ci indica la strada e ci mostra gli inganni della mente.
Potrebbe accadere che l’essere in difficoltà ci porti nuove ispirazioni e nuove motivazioni e ci faccia riprendere il cammino interrotto.
In genere quando pratichiamo Svadhyaya è più facile rimanere in cammino perché una maggior conoscenza ci consente di conoscere gli ostacoli e le difficoltà di quel cammino e non ci fa trovare impreparati e imprecisi.
La conoscenza sostiene e supporta il viaggio.

Un approccio indiretto allo studio del sé
In India, alcune persone vivono in famiglie che hanno come tradizione lo studio di una delle 64 forme di arte e scienze indiane.
Queste includono l’ayurveda, l’astrologia, la scultura, la danza, la musica, la poesia, il cucinare. Ciascuna di queste forme di conoscenza può condurre alla realizzazione.
I membri delle famiglie praticano una di queste arti in accordo con il loro lignaggio, proprio come forma di Svadhyaya.
Fare questa pratica porta armonia ed equilibrio alla mente e al corpo, e indirettamente supporta e sostiene lo studio del sé.
Attraverso la pratica costante è possibile comprendere la propria intima natura e procedere nel cammino per la realizzazione del sé.

Conclusioni
Ora che sai cosa significa Svadhyaya e perché questo principio è così importante ti invito ad applicarlo alla tua vita.
Senza uno studio costante di te stesso e senza lo sviluppo di una consapevolezza del tuo corpo e della tua mente è difficile proseguire nel viaggio spirituale perché continueresti a ripetere sempre gli stessi errori.
La conoscenza di te stesso invece ti mette di fronte alla scelta di decidere se continuare a ripetere gli stessi errori oppure andare avanti nel tuo viaggio spirituale.
Cerca perciò di praticare con più intensità questo Niyama non solo quando sei sopra al tappetino ma anche durante la vita quotidiana.
Consapevolezza: come essere più consapevoli di sè grazie allo yoga e alla meditazione
Per consapevolezza non si intende affatto essere informati o sapere qualcosa e non è un fenomeno esterno come molti pensano.
In psicologia, con il termine consapevolezza si intende la percezione e la reazione cognitiva di un animale al verificarsi di una certa condizione o di un evento.
E’ una condizione interiore, profonda e si intende l’essere totalmente presenti su quello che sta succedendo nel “qui ed ora” ed essere senza giudizio.

“Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: con intenzione, al momento presente ed in modo non giudicante.”

Può essere intesa come rimanere osservatori di noi stessi senza nessun giudizio, cosa che non è affatto facile.
Se ti metti ad osservare te stesso per quello che sei veramente, le tue sensazioni, le tue emozioni, il tuo respiro, il momento presente e lo fai senza il filtro del giudizio, puoi dire che sei pienamente consapevole.
A parole essere consapevoli sembra facile ma la realtà è ben diversa e questo te ne rendi conto immediatamente quando provi ad esserlo.
Ma una domanda sorge spontanea: perché bisogna sviluppare la consapevolezza?
Andiamo a scoprirlo…

Perché è importante essere più consapevoli
Ora che hai più chiaro cosa significa questo termine andiamo a vedere perché è così importante sviluppare una maggiore consapevolezza.

• Per conoscere meglio la realtà. Quante volte hai cambiato idea su qualcuno solo dopo averlo conosciuto? Beh, sappi che la mente funziona creando costantemente dei pre-giudizi e questo condiziona la visione della realtà. Essere consapevoli di questo ci permette di vedere ogni cosa per quello che effettivamente è.
• Per conoscere meglio te stesso. Nella maggior parte dei casi i nostri comportamenti non sono delle azioni vere e proprie ma sono delle reazioni a qualcosa che si è scatenato dentro di noi. Questo succede perché quasi sempre siamo inconsapevoli di noi stessi.
• Per sconfiggere la sofferenza che nasce dall’ignoranza (avidya). Secondo lo yoga infatti una delle cause dello star male è la non visione, l’essere inconsapevoli, il non vedere quello che la realtà effettivamente è. Quando non si è consapevoli si finisce per reagire istintivamente con attaccamento o avversione a qualunque cosa e questo alimenta la ruota karmica piantando i semi delle azioni future (samskara) che porteranno ancora più sofferenza.
• Per prendere decisioni migliori: le nostre decisioni sono spesso prese con una benda agli occhi perché non siamo del tutto consapevoli né della loro causa né di quello che potrebbero portare. Sviluppando una maggiore consapevolezza invece ci togliamo questa benda dagli occhi e possiamo fare delle scelte sicuramente migliori perché più consapevoli.
• Per lasciare andare le cose non importanti nella tua vita: se non sei consapevole dei tuoi attaccamenti e delle tue avversioni sicuramente non puoi combattere i fantasmi della mente e lasciarli andare.
Tutti vorremmo ottenere questi benefici ma non è facile sviluppare la consapevolezza a causa della natura della mente.
Vediamo ora come funziona…
La natura della mente
Tutti i giorni ed in ogni momento siamo a contatto con la mente ma quanti di noi la conoscono veramente? Quante volte siano noi che la controlliamo?
Beh, direi quasi mai.
Quasi sempre è lei che controlla noi.
Questo è causato principalmente dalla sua natura di velocizzare tutti i processi mentali. Questo fatto visto dal punto di vista evolutivo è estremamente utile perché, se ci troviamo in pericolo, in un istante siamo in grado di mettere in atto un comportamento di difesa o di fuga.
Ma nella vita quotidiana raramente ci troviamo in una situazione di pericolo e questo vantaggio diventa uno svantaggio.
Così succede che ogni volta che arriva uno stimolo esterno o interno ci troviamo immediatamente a reagire come siamo abituati a fare e di solito siamo consapevoli solo della parte finale di questo processo.
Se però ci fermiamo a pensare bene, questo processo può essere suddiviso in:
• Arrivo dello stimolo: questo può arrivare o dai 5 sensi oppure anche dalla mente che può essere considerata come un sesto senso perché genera i pensieri.
Percezione: cioè suono, immagine, contatto, odore, sapore o anche un pensiero.
• Sensazione: inizialmente questa è neutra ma poi insorge il giudizio e solitamente viene ritenuta piacevole o spiacevole. Solitamente nel primo caso sorge il desiderio di continuare l’esperienza, invece nel secondo sorge l’avversione e si tende ad allontanarla.
• Reazione: infine si ha la reazione che è strettamente dipendente dal giudizio scaturito nel processo precedente.

E tutto questo avviene così velocemente che di solito ci accorgiamo solo della reazione finale.
Ma grazie alla consapevolezza possiamo vedere cosa succede anche nei processi scatenanti la reazione finale e non essere in balia delle reazioni istintive

LO YOGA E LA CALMA MENTALE
Prima di tutto per vedere tutti questi processi bisogna che la mente sia calma ed in questo lo yoga con tutti i suoi benefici ci da un aiuto enorme.
Finche la mente è agitata non saremo in grado di essere pienamente consapevoli ma compieremo continuamente azioni impulsive che daranno origini al samskara, i semi karmici che in futuro prima o poi germoglieranno e daranno origine a nuovi schemi mentali.
Per evitare questo è importante coltivare svadhyaya la consapevolezza di se
Patanjali negli yoga sutra definisce lo yoga come:
“Lo yoga è il controllo delle fluttuazioni mentali”
Le posizioni che facciamo durante le classi servono a rilassare il corpo e a eliminare eventuali squilibri ma questo si riflette sulla mente perché secondo lo yoga il corpo e la mente sono strettamente correlati.
Ecco perché alla fine della pratica dello yoga ci si sente particolarmente rilassati, perché la mente è più calma.
A questo punto dovremmo praticare la meditazione per aumentare la consapevolezza di noi stessi e più in generale della realtà.

La meditazione e la consapevolezza Quando non c’è consapevolezza sorge la cosiddetta avidya, cioè l’ignoranza spirituale, che è una delle 5 afflizioni della mente che lo yoga tende a combattere. Secondo Patanjali la mancanza di vera conoscenza è la sorgente di tutte le sofferenze e di tutti gli altri dolori. Grazie alla meditazione però possiamo sradicare pian piano questa afflizione e sviluppare una maggiore consapevolezza. Quando ti metti seduto sul tuo cuscino da meditazione ed incominci ad osservare la mente inizi ad essere consapevole che:
• è sempre agitata, • salta continuamente tra un pensiero ed un altro, • quando insorge una sensazione automaticamente la classifichiamo come positiva e negativa • siamo sempre tra passato e futuro ma raramente nel presente • non riusciamo a rimanere concentrati sul respiro • etc…
E’ normale sperimentare tutto questo durante le prime meditazioni ma già rendersene conto è un primo passo verso una maggiore consapevolezza. Ma cosa centra la meditazione con la consapevolezza della quotidianità? La meditazione che fai quei pochi minuti al giorno, detta anche meditazione formale, è solo una sorta di allenamento per aumentare la consapevolezza nella vita di tutti i giorni. Più pratichi la consapevolezza in quel breve arco di tempo, più sarai consapevole durante il resto della giornata e più riuscirai a vivere il momento presente, il qui ed ora.
La consapevolezza ed il momento presente Se provi a chiudere un attimo gli occhi e a stare concentrato sul momento presente puoi immediatamente percepire quanto la tua mente non è mai nel qui ed ora. Però se ci pensi bene il momento presente è l’unico che conta veramente, tutto il resto è solo illusione. Tutto quello che è passato è finito, mentre le cose future raramente vanno come ci immaginiamo. E allora bisogna trovare il modo per vivere di più nel momento presente. Già che ti rendi conto di tutto questo hai già fatto un primo grande passo. Infatti, è solo rendendosi conto che la mente non è mai nel qui ed ora che si può iniziare a fare qualcosa per cercare di vivere il presente. Questa situazione può migliorare solo cercando di mettere una maggiore consapevolezza nella vita di tutti i giorni.
La consapevolezza nella vita di tutti i giorni Come ti ho spiegato, la meditazione e lo yoga sono due strumenti incredibili che possiamo usare per aumentare la nostra consapevolezza della realtà e di noi stessi, ma poi la cosa più importante è cercare di essere presenti e consapevoli durante tutto l’arco della giornata. Ecco alcuni consigli che sono sicuro ti saranno utili:
• Quando mangi cerca di prenderti più tempo per farlo. Mastica di più il cibo, cerca di percepirne tutti i sapori, muovilo tra i denti e prenditi una piccola pausa tra un boccone e l’altro. Un insegnante una volta mi disse che per mangiare più consapevolmente sarebbe stato utile appoggiare la forchetta sul tavolo ogni volta che si ha del cibo in bocca. Secondo me è un’ottima abitudine. • Spegni la televisione quando stai mangiando, cucinando o parlando con la tua famiglia. La TV è secondo me il nemico numero uno della consapevolezza perché cattura tutta la tua attenzione. • Quando cammini cerca di camminare più consapevolmente e di essere concentrato sul movimento del corpo, sullo spostamento di peso, sull’appoggio dei piedi a terra. Scopri anche la meditazione camminata per aumentare la tua consapevolezza di questo semplice gesto. • Ogni volta che insorge un’emozione cerca di sentire cosa provoca sul tuo corpo, sul tuo respiro e sulla tua mente. • Stai più attento al tuo respiro. Sicuramente durante la giornata ti capiterà che il tuo respiro sia modificato da una situazione esterna. Cerca di essere consapevole di cosa cambia, se diventa più superficiale o più rapido e quando te ne rendi conto cerca di renderlo nuovamente naturale. • Quando ascolti qualcuno cerca di guardarlo negli occhi, è un ottimo modo per essere più consapevole di quello che sta dicendo. • Non lasciare che il telefonino ti disturbi quando stai facendo qualche cosa. Quando stai lavorando, mangiando, parlando con qualcuno oppure vedendo un film, metti il silenzioso e riprendi il cellulare in mano una volta che hai finito. Come la televisione penso che i telefonini non aiutino affatto a vivere consapevoli.
Questi sono solo alcuni esempi, ce ne sarebbero molti altri, ma sono importanti per farti capire che la quotidianità è piena di momenti in cui puoi esercitare la consapevolezza. L’importante è iniziare a farlo perché quando scoprirai la bellezza del momento presente sono sicuro che ti impegnerai ancora di più per essere ancore più consapevole. PS: Se usi altri metodi che ti aiutano ad essere più consapevole durante la giornata fammelo pure sapere che può essere di aiuto a tutti , grazie Conclusioni Ora sai bene che cos’è la consapevolezza e perché è così importante. Non è una dote con cui si nasce ma va coltivata e sviluppata con la pratica, giorno dopo giorno, respiro dopo respiro. Per fare questo è importante praticare yoga e meditazione altrimenti non è facile essere consapevoli. Ci sono anche altri metodi ma io conosco questi e ti posso assicurare che, se pratichi, pian piano diventerai più consapevole della realtà, di te stesso, dei tuoi pensieri e delle tue azioni. E’ un impegno con te stesso che richiede sacrificio e costanza ma la cosa più importante è iniziare. Con il passare del tempo sperimenterai i benefici di una maggiore consapevolezza sulla tua vita e non potrai far altro che continuare. Se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio qualche libro che potresti leggere:
• Pratiche di consapevolezza. Antologia essenziale di meditazioni per vivere il momento presente con gioia e felicità. Scritto da Thich Nhat Hanh • Il potere di adesso. Una guida all’illuminazione spirituale. Scritto da Eckhart Tolle • La pratica della consapevolezza in parole semplici

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