TAPAS

Continuando il ns cammino negli NIYAMA le regole di comportamento che uno yogi dovrebbe seguire nel proprio cammino, oggi in questa mail avrai la possibilità di approfondire il terzo dei 5 niyama descritti da Patanjali negli yoga sutra: tapas, l’austerità Attraverso l’autodisciplina (tapas) le impurità mentali vengono distrutte e il corpo, insieme ai sensi, assumono poteri soprannaturali art. YOGASUTRA Tapas significa austerità e riguarda l’esercitare la propria forza di volontà, prefiggersi una meta, anche piccola e raggiungerla con la costanza e la dedizione. Ci sono diversi fattori che possono distrarre la tua pratica dello yoga; per esempio la mente si affolla di pensieri oppure ti avvolge la sonnolenza; questo ti può scoraggiare dal continuare la pratica regolarmente. Bisogna prima di tutto individuare questi ostacoli, studiarli, capire cosa provocano dentro di noi e dopodiché bisogna affrontarli con la pratica. In particolare parliamo del terzo niyama: tapas, cioè la disciplina, l’austerità, quella qualità che secondo lo yoga permette al fuoco interno di bruciare le impurità fisiche e mentali. A mio parere è fondamentale capire bene questo principio e fare del nostro meglio per applicarlo costantemente non solo nella pratica ma anche nella nostra quotidianità perché è uno dei pilastri su cui si fonda la scienza dello yoga. Il cammino di uno yogi è molto più difficile di quello che solitamente si pensi a causa di tutte queste difficoltà che si incontrano. Se però praticherai con costanza, con una forte determinazione, con curiosità e con abbandono alla pratica con il tempo riuscirai a sconfiggerli. La parola “Tapas” viene tradotta come austerità o disciplina e deriva dalla radice sanscrita del verbo ‘tap’ che contiene diversi significati fra i quali “bruciare entusiasmo”. Evoca principalmente il senso di disciplina, ma anche passione, determinazione e coraggio nell’eliminare le impurità, fisiche, mentali ed emozionali. E’ proprio il fuoco interiore prodotto dalla pratica infatti che permette di bruciarle, giorno dopo giorno, respiro dopo respiro. Il proposito di questo Nyama è infatti quello di aiutare la purificazione del corpo e della mente per bilanciare l’intero sistema. Le impurità che ciascuno di noi ha, nel corpo e nella mente, causano problemi alla nostra vita. Tapas si rivolge in particolare a coloro che non riescono nella pratica dello yoga ed hanno difficoltà come l’incapacità alla concentrazione e alla meditazione, questo può essere motivo di delusione per il praticante e in questo caso la pratica di tapas viene in aiuto per rafforzare e portare stabilità al corpo. E’ proprio grazie alla disciplina nello yoga e nella vita (tapas) che si ottiene il pieno controllo degli organi di senso, del corpo e della mente. C’è una metafora molto bella e molto esplicativa che a mio parere può aiutarti a comprendere il concetto di tapas e come la disciplina influenza incredibilmente la nostra vita: la metafora della carrozza. Secondo questa metafora l’uomo è simile ad una carrozza dove ciascuna parte corrisponde ad un concetto differente:
• I cavalli sono i sensi (indrias). Spesso anche le emozioni sono identificati con questo animale. • Le redini sono la mente (manas). • Il cocchiere è l’intelligenza (buddhi). • La carrozza stessa è il corpo fisico. • Il passeggero invece è il Sè, l’anima (atman).
Se i sensi e la mente non sono disciplinati attraverso la pratica (tapas), si perde il controllo della carrozza ed i cavalli (i sensi) la porteranno fuori strada. In questo modo si perde il controllo della propria vita. Se invece si è disciplinati e si pratica tapas costantemente, si avrà il controllo dei cavalli (i sensi) e così si può avere il pieno controllo della carrozza e quindi della propria vita. DISCIPLINA NON SOLO SUL TAPPETINO MA ANCHE NELLA VITA La parola “disciplina” in occidente ha valenza di rigidità e fatica dal punto di vista fisico, ma in realtà in questo niyama non significa essere rigorosi fisicamente. A volte basta anche solo meditare per pochi minuti al giorno per coltivare questo principio yogico. Per alcuni Tapas significa trovare il tempo per fermarsi ad osservare la mente, per altri vuol dire lavorare sulla forza fisica e bilanciare fra di loro le diverse parti del corpo, per altri ancora invece significa sedersi e recitare un mantra o magari praticare un mudra. Non è importante quale tipo di pratica si decide di fare, la cosa fondamentale è che la si faccia con massimo impegno, con cuore aperto e con costanza. Uno degli aspetti importanti di Tapas ha a che fare con la saggezza interiore (pragna) che ci incoraggia a praticare anche quando non ce la sentiamo, quando la stanchezza è eccessiva, quando il tempo scarseggia, quando ci lasciamo prendere dal fare quotidiano e tendiamo a trascurare noi stessi dimenticandoci il nostro percorso spirituale e l’intento che ci ha guidati fino ad ora. Sappiamo quanto la pratica ci fa sentire bene perché lo abbiamo sperimentato più volte eppure spesso tendiamo a dimenticarci della nostra passione, di quel fuoco che come per istinto ci porta a praticare per amore della pratica stessa. Quando ci impegniamo al massimo, il fuoco della nostra passione brucia le impurità! Spesso però succede che si tende a praticare tapas solo sopra il tappetino e poi si dimentica la filosofia dello yoga quando la pratica fisica si conclude. Secondo lo yoga però, gli yama, ed i niyama andrebbero praticati sempre, non solo sul tappetino. Infatti sono numerose le piccole azioni quotidiane che si possono fare per praticare Tapas e rafforzare la disciplina. Impegnarsi ad andare a letto un po’ prima per poter fare la propria pratica al mattino, non bere alcolici e mantenere una alimentazione sana ed equilibrata per poter praticare bene, limitare il tempo trascorso sui tablet o al cellulare, sono solo alcuni esempi di come Tapas può entrare a far parte della nostra vita quotidiana, fuori dal tappetino E non dimentichiamo che Tapas è anche bruciare i modelli e le abitudini negative che spesso sosteniamo con un notevole dispendio di energie. Quando siamo sul tappetino, coltivare un senso di Tapas nella nostra pratica fisica potrebbe significare praticare posizioni che di solito evitiamo o che troviamo difficili, oppure rimanere appoggiati per lungo tempo in un asana per renderci conto che ci vogliono tempo e pazienza, senza scoraggiarsi, per entrare in asana più avanzate. Avere la disciplina di praticare costantemente e l’umiltà di ammettere che non siamo perfetti, sono aspetti essenziali per raccogliere i premi che la pratica di Tapas ci può offrire. Per arrivare a tutto questo naturalmente c’è bisogno di una volontà di ferro. Senza di questa difficilmente si potrà ottenere un corpo ed una mente disciplinata.
IDENTIFICARE LE IMPURITA’ ED ELIMINARLE CON IL TAPAS La pratica di Tapas è comunque complessa e può far sorgere diverse domande:
Quali sono le impurità che influenzano la mia vita? Come posso scoprirne l’origine? Quale tipo di pratica devo mettere in atto per eliminare le diverse forme di impurità?
Ma non possiamo utilizzare la mente per diagnosticare se stessa! La possibilità più efficace è quella di chiedere al tuo maestro che attraverso la sua conoscenza del corpo e della mente può facilmente localizzare le impurità, rilevarne l’impatto e conoscere la modalità per eliminarle. Occorre che il maestro abbia gli strumenti e l’esperienza proprio come un chirurgo o uno scienziato! Nel passato quando uno studente voleva iniziare la pratica dello yoga il maestro si occupava per prima cosa delle sue impurità e quando necessario consigliava allo studente di fare tapas. Solo quando la purificazione era completata, solo allora, lo studente poteva procedere con la pratica dello yoga. Oggi questo è più difficile e uno studente deve comunque essere pronto alla pratica di Tapas tenendo conto che ciascuno di noi ha delle impurità. Come aspirante yogi/yogini dovresti avere sempre ben presente il concetto di purificazione del tuo sistema unitamente alle azioni corrette per liberarti dell’inutile “zavorra”. Patanjali descriveva Tapas nei suoi Yoga Sutras definendoli come “cibo idoneo, sacro e in quantità contenute”. Il cibo correttamente selezionato infatti ha la capacità di pulire il nostro sistema bruciando le impurità accumulate nel corpo. Questa è una semplice forma di Tapas che può essere praticata e adattata da ciascun aspirante. Nel passato si dava molta importanza ai vari modi di praticare tapas nella vita più che alla pratica fisica, mentre oggi questo sta lentamente scomparendo e, poiché questo tipo di austerità non sono praticate, la pratica dello yoga ne sta risentendo. USCIRE DALLA ZONA DI SICUREZZA La pratica di Tapas ci insegna anche ad uscire dalla nostra zona di sicurezza. Tutti noi abbiamo dei limiti, delle abitudini, dei condizionamenti e degli schemi mentali che formano la nostra zona di confort dentro la quale viviamo e tutto questo diventa più chiaro quando cominciamo a guardarci dentro grazie alla pratica dello yoga e della meditazione. Andare oltre i nostri limiti come per esempio mangiare un cibo che non ci piace, fare un asana che riteniamo impossibile per noi, fare una pratica di pranayama intensa, trascorrere del tempo con persone che riteniamo troppo diverse da noi, leggere un libro che pensiamo non ci riguardi o ascoltare un genere musicale che sentiamo distante da noi. Quante volte hai cambiato idea su una persona che inizialmente non ti era simpatica oppure su qualcosa che pensavi che non ti piacesse? Molte vero? Tutte quelle volte sono piccole lezioni di vita che ci dovrebbero insegnare che i pregiudizi, i preconcetti ed in generale gli schemi mentali che tutti noi abbiamo sono illusori e spesso sono una pesante zavorra inutile che portiamo costantemente sulle nostre spalle. Tapas è disciplinare la mente ad aprirsi a nuove possibilità, a gioire dell’imprevisto e dello sconosciuto, ad uscire dalla zona di sicurezza. Conclusioni Come hai potuto capire, dietro ad una semplice parola si cela un concetto ampio che è importante conoscere per proseguire nel proprio cammino spirituale. Ora che hai approfondito questo niyama ti invito a cercare di fare il massimo per metterlo in atto nella pratica, cercando di praticare costantemente, e nella vita, cercando di disciplinare i sensi, il corpo e la mente. Se metterai in pratica Tapas e anche gli altri niyama nella vita di tutti i giorni avanzerai più facilmente nel tuo viaggio yogico. FORZA DI VOLONTA’ COME MIGLIORARLA GRAZIE ALLO YOGA Sicuramente hai notato che ci sono persone che hanno una maggiore forza di volontà e altre meno, vero? Secondo me non è così. Tutti noi abbiamo le stesse possibilità e la volontà non è un fattore genetico dovuto alla casualità bensì una dote che si può sviluppare. Ma bisogna sapere come farlo. Lo yoga è una disciplina incredibile e, proprio come per altre doti importanti, ti può aiutare a sviluppare una forza di volontà d’acciaio che poi potrai usare in qualsiasi ambito della tua vita. COME FUNZIONA LA FORZA DI VOLONTA’ Alcuni di noi hanno una forza di volontà incredibile sul cibo riuscendo a mangiare sempre sano e ad evitare cibo spazzatura ma quando si tratta di fare un’attività fisica dimenticano di averla. Altri invece hanno una determinazione unica nel lavoro poi però quando si tratta di smettere di fumare non ci riescono ed è una causa persa. La volontà è qualcosa che tutti noi abbiamo anche se a volte non può sembrare così e capire come funziona sicuramente può aprire la strada per riuscire a usarla negli ambiti della vita che vogliamo. Ce lo spiega molto chiaramente l’esperta psicologa McGonigal nel suo famoso libro THE WILLPOWER INSTINCT Lei spiega che il cervello possiede tre sistemi che influiscono sulla forza della volontà: Il sistema del “farò”; Il sistema del “farò” quello del “non farò”; E quello del “voglio”. Sono proprio questi 3 comandi che vengono usati quando si tratta di superare i nostri desideri primitivi. Il primo “il farò” entra in gioco ogni volta che ci proponiamo di fare qualcosa come ad esempio aprire il tappetino da yoga. Il secondo “il non farò“serve per resistere alle tentazioni che quotidianamente abbiamo. Il terzo invece, “il voglio” serve per creare nella mente l’immagine di quello che vogliamo raggiungere. Sono proprio questi 3 sistemi su cui dovresti lavorare per rafforzare la tua forza di volontà. Un ultimo meccanismo del cervello che secondo me è importante conoscere per migliorare la volontà è il principio secondo il quale il potere della volontà si rafforza ogni volta che la usi e si indebolisce quando fai l’opposto. Proprio come un muscolo. Non a caso infatti si parla spesso del muscolo della forza della volontà. In poche parole ogni volta che prendi una decisione in accordo con il tuo scopo da raggiungere la mente si rafforza e migliora nel prendere le decisioni future. Questo principio è a mio parere importantissimo perché ti permette di capire che la volontà può essere allenata, proprio come qualsiasi altro muscolo del corpo. Andiamo a vedere come puoi farlo… COME LO YOGA E LA MEDITAZIONE AIUTANO A RAFFORZARE LA FORZA DI VOLONTA’ Per vedere risultati nello yoga la cosa più importante è la costanza nella pratica. E come ad arrivare a praticare costantemente? Usando la forza di volontà. Senza di questa non riuscirai a aprire il tappetino ne per meditare ne per praticare gli asana. Quando si inizia a fare yoga, bisogna costantemente “sacrificare” il tempo che prima si dedicava ad altre attività per dedicarlo alla pratica e per fare questo bisogna sviluppare una volontà di ferro. Ogni volta che decidi di aprire il tappetino o sederti sul tuo cuscino da meditazione stai allenando la tua forza di volontà. La cosa più importante è iniziare a farlo. [Tweet “Una volta acceso il #fuoco dello #yoga difficilmente si spegnerà, basta continuare ad alimentarlo.”] Inizialmente può sembrare un sacrificio ma quando ti senti meglio sia fisicamente che mentalmente non puoi fare altro che continuare a farlo Un altro aspetto dello yoga che è strettamente correlato con la forza di volontà è manipura, il terzo chakra, che è legato all’elemento fuoco. Anodea Judith nel suo fantastico libro “Chakra, ruote di vita” spiega quanto è importante la volontà: Grazie alla volontà riusciamo a liberarci degli schemi prefissati e a creare un comportamento nuovo. E’ la nostra volontà ad allontanarci dalla via della minore resistenza, dell’abitudine, dell’assuefazione o delle aspettative degli altri. Grazie alla nostra volontà compiamo azioni difficili o pericolose, muovendoci verso qualcosa di nuovo. E mentre compiamo queste azioni iniziamo a trasformarci, ma il primo passo consiste nello spezzare i vecchi schemi. Posizioni yoga per migliorare la forza di volontà Come abbiamo appena visto la forza di volontà è un aspetto legato al terzo chakra, perciò possiamo usare alcune posizioni yoga per riequilibrarlo. Un ottima posizione che va a lavorare in particolare su manipura è Salabhasana, la posizione della locusta. Ecco come farla:
Distenditi sul tappetino con la pancia in sotto e la fronte sul tappetino. Le mani invece sono distese verso l’indietro accanto al bacino e palmi sono rivolti verso il corpo. Inspirando solleva verso l’alto sia il busto che le gambe. Lo sguardo in avanti su un punto fisso. A questo punto mantieni le spalle aperte. Il respiro dovrebbe essere calmo e regolare anche mentre si esegue la posizione. Mantieni la posizione per qualche respiro fino a che ti senti comodo/a dopodiché espira e riabbassa sia il busto sia le gambe. Una volta uscito dalla posizione puoi riposarti appoggiando la fronte sulla mani oppure eseguendo balasana
Un altra posizione che ti consiglio di praticare se vuoi rafforzare la forza di volontà è Navasana, la posizione della barca. 1 inizia sedendoti sul tappetino con le ginocchia piegate, le piante dei piedi a terra e le mani accanto ai fianchi. Prendi contatto con la respirazione e rendila profonda, calma e regolare. 2 inspirando, piegati leggermente all’indietro e porta le tibie parallele al pavimento. Tutto questo facendo attenzione a mantenere la schiena dritta.
A questo punto apri il petto e porta le braccia parallele al tappetino all’altezza delle spalle. I palmi delle mani sono rivolti uno verso l’altro. Trova il tuo equilibrio sugli ischi facendo attenzione che il petto non si chiuda e che la bassa schiena non collassi. Nella successiva espirazione allunga le gambe portandole a circa 45° dal tappetino mantenendole unite. Lo sguardo è in avanti sugli alluci. Le spalle aperte e verso il basso. A questo punto mantieni la posizione per qualche respiro assicurandoti che quest’ultimo sia sempre calmo, profondo, regolare e che non sia trattenuto. Esci dalla posizione piegando sia le gambe sia le braccia riportandole sul tappetino.
E’ una posizione molto intensa e richiede tanta pratica per essere eseguita bene. Se vuoi semplificarla puoi anche piegare le ginocchia e portare le tibia parallele al pavimento. Questo dettaglio ti faciliterà enormemente il mantenimento di Navasana. L’ultima posizione che ti consiglio è Ardha Marychasana e anche questa va a lavorare sul terzo chakra e quindi agisce sulla volontà.
Parti sedendoti con le gambe distese Piega il ginocchio destro e porta il piede vicino al bacino. Inspira allungando la schiena ed espirando effettua una torsione del busto verso destra abbracciando la gamba piegata con il braccio sinistro. Il braccio destro invece va a terra ti aiuta sia a mantenere la colonna vertebrale dritta che ad approfondire la posizione. Respira profondamente e quando ti senti di uscire dalla posizione fallo lentamente e con un inspirazione
COME METTERE IN PRATICA GLI INSEGNAMENTI DELLO YOGA NELLA VITA PER OTTENERE UNA VOLONTA’ DI FERRO Naturalmente le cose che ci insegna lo yoga dovrebbero essere in qualche modo messe in atto anche nella vita e non solo sul tappetino. Spesso però non è semplice farlo, non è vero? Secondo me per sviluppare la forza della volontà e superare gli ostacoli più facilmente possiamo seguire questi 3 step. Andiamo a vederli uno per uno. 1. Scopri cosa vuoi veramente Non prendiamoci in giro, non si può cambiare la nostra vita dall’oggi al domani. Proprio per questo è importante che ti dai delle priorità. Prenditi qualche minuto per analizzare la tua vita e cerca di capire su che cosa usare la forza di volontà. Fatti delle domande e, in base alle tue risposte, cerca di scoprire cosa vuoi veramente. Questo ti permetterà di focalizzare la forza di volontà su un obbiettivo specifico e di non disperderla in più cose. 2. Inizia con dei piccoli obbiettivi Non si può iniziare a scalare l’Everest, è una battaglia persa ancora prima di iniziare. Non è vero? Cerca di cambiare piccole cose nella tua vita. Ricordati che tanti piccoli cambiamenti ne fanno uno gigante. Oppure cerca di dividere un obbiettivo grande in tanti piccoli obbiettivi più piccoli. Anche se è piccolo, ogni successo va a rafforzare il “muscolo della forza di volontà” e lo prepara così ad affrontare sfide più grandi. 3. Individua e affronta le difficoltà senza arrenderti mai In ogni cambiamento che farai nella tua vita incontrerai delle difficoltà. La mente tende a stare nel conosciuto, la cosiddetta “zona di confort”, piuttosto che conoscere il nuovo. Però, individuare le difficoltà che il cambiamento porterà può essere un modo per renderlo più semplice. Una volta individuate vanno affrontate una per una. Ogni volta che ti si presenteranno sarà una buona occasione per capire quanto vuoi veramente una cosa e per rafforzare il muscolo della volontà. Anche se a volte non le superi non preoccuparti continua ad affrontarle proprio come faresti con una posizione yoga impegnativa. Non avere fretta ma metti tutto il tuo impegno nel farlo. Prima o poi una posizione riesce e lo stesso principio vale per le difficoltà Non è importante solo dare il massimo ma anche non arrendersi mai. Prima o poi riuscirai a superarle. Conclusioni Se hai letto attentamente questo articolo ora sicuramente avrai capito che la forza della volontà non dipende dalla genetica ma è un’abilità che si può allenare e lo yoga con la meditazione sono degli strumenti incredibili per farlo. Naturalmente il tappetino dovrebbe essere aperto costantemente e anche a casa, altrimenti i risultati difficilmente si vedranno. A me questa disciplina ha aiutato e continua a farlo non solo con la forza di volontà ma anche in numerosi altri aspetti. Spero veramente che questo articolo ti dia la motivazione per fare yoga o magari, se già lo fai, per praticarlo più costantemente.

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